Casa Charles de Foucauld

La casa Charles de Foucauld ospita due moduli del progetto ospitalità attiva:

1. l'accoglienza temporanea di persone senza dimora, in condizioni di povertà e grave emarginazione;

2. l'accoglienza temporanea, anche emergenziale, di nuclei familiari sfrattati;

La storia

 

Nel 2010 abbiamo cominciato a sognare di poter realizzare questa struttura.

La provvidenza del Signore ci ha dato una grossa mano dandoci la possibilità di accedere a tre grossi finanziamenti .

Il primo attraverso un bando del piano di zona sud est Milano gestito da A.S.S.E.MI (per altre info su A.S.S.E.MI clicca qui)

Il secondo attraverso un bando della C.E.I (Conferenza Episcopale Italiana) legato all'8 per 1000 alla Chiesa Cattolica (per altre info clicca qui)

Il terzo proveniente da una elargizione a fondo perso della società                     (per altre info clicca qui)

Questi tre grossi finanziamenti aggiunti alla generosità dei parrocchiani della città e di Mons. Mario Delpini, allora vicario della zona VI e oggi Vicario generale della diocesi di Milano, ci ha permesso di inaugurare la struttura il 9 gennaio 2012.

 

Da quel giorno il centro non è mai restato vuoto e oramai sono davvero tante le persone e le famiglie che hanno dormito in queste stanze.

 

L'accoglienza

 

Il primo modulo prevede la possibilità di ospitare fino a sei persone in 3 stanze separate, l'uso di una cucina comune e due bagni con doccia. Il periodo di permanenza, proprio per la natura stessa del servizio, è limitato nel tempo. Per chiedere accoglienza si può telefonare a Roberto Buzzi al numero 347.8308655.

 

Il secondo modulo invece è strutturato come un mini appartamento in quanto deve ospitare famiglie sfrattate, è quindi composto da un ingresso, una grande sala-cucina dove vi è anche un divano letto, una camera con letto matrimonia e un castello e un bagno. Anche in questo modulo la capienza massima prevista è di sei persone.

Per l'accoglienza, considerato il grosso problema abitativo nel nostro territorio, abbiamo preferito affidarci ai servizi sociali dei comuni del consorzio ASSEMI, quindi non gestiamo direttamente gli ingressi.