Il progetto Ospitalità Attiva

Il progetto “Ospitalità attiva” intende promuovere forme flessibili di accoglienza, rivolte a soggetti fragili e a diverse tipologie di disagio.

In particolare intende inserirsi con una proposta concreta, nel tessuto sociale sangiulianese, anche per suscitare azioni di accoglienza, in rete con quanto viene fatto dal mondo dei servizi sociali e da altre realtà ecclesiali.

Attualmente il progetto si articola in quattro moduli

   1. accoglienza temporanea di persone senza dimora, in condizioni di povertà e grave emarginazione;

   2. accoglienza temporanea, anche emergenziale, di nuclei familiari sfrattati;

   3. accoglienza temporanea di familiari di pazienti ricoverati all'Ospedale di San Donato o in altri luoghi di          cura milanesi;

   4. accoglienza di persone economicamente semi autonome (pensionato sociale).

 

San Giuliano è stato per decenni, e forse lo è tuttora, territorio di transito e di immigrazione, nel quale si è costituita una forte pressione abitativa e una costante e regolare crescita demografica, quando più lenta, quando più veloce.

San Giuliano ha affrontato i problemi sociali emergenti trovando nel suo tessuto sociale forme particolari di risposta (ad esempio sul tema delle dipendenze).

 

Oggi è luogo nel quale vi sono alcune sacche di grave disagio ed emarginazione, anche se le risposte di accoglienza emergenziale sono forti su Milano città (per le mense e i dormitori).

 

Un modulo con pochi posti letto, con accoglienze giorno per giorno, con la possibilità di studiare con i servizi sociali territoriali percorsi e programmi di uscita dalla condizione emergenziale, ben si inserisce in questo contesto locale.

 

Il problema della tensione abitativa, dei costi elevati degli alloggi in affitto e dei conseguenti sfratti per morosità (che oramai sono l'80 % del totale), e della limitatezza delle politiche abitative pubbliche, relegate alla gestione di un'azienda regionale in perenne deficit e alla ricerca degli equilibri necessari, si fa sentire fortemente sul territorio.

Poter offrire un luogo di contenimento sociale a chi, subito uno sfratto, deve riorganizzare la propria situazione, sistemare il proprio reddito, predisporre le necessarie documentazioni per l'accesso alla casa pubblica, è svolgere un'azione di creazione di comunità locale, di stimolo alla riflessione sociale e politica, di segno di solidarietà e vicinanza, è espressione di carità.

 

In questo contesto ha un suo senso anche un modulo che permetta a persone sole che riescono a produrre un piccolo reddito, sicuramente insufficiente a pagarsi un affitto ma sofficiente a contribuire alle spese di alloggio condividendo gli spazi con altri.

 

Non è poi più possibile non farsi carico dei migranti della salute: persone che affrontano viaggi di centinaia di km per sottoporsi a cure, garantite meglio nel contesto milanese.

Questo modulo può essere segno di ospitalità attiva, verso chi viaggia per assoluta necessità, tappa di conforto e vicinanza.